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Nei dintorni
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L’Hotel Tiro al Volo, immerso nel verde, è situato in posizione strategica, infatti, si trova nelle vicinanze dell’Oasi naturalistica degli Astroni e a circa 2 km dal centro di Pozzuoli e dalla tangenziale di Napoli, consentendo ai suoi ospiti di raggiungere con estrema facilità sia la città di Napoli che l’area storico-archeologica dei Campi Flegrei. Inoltre, l’ubicazione dell’hotel consentirà agli ospiti di usufruire facilmente dei mezzi pubblici di trasporto, a pochi passi dalla struttura, con i quali visitare i dintorni.

L’Oasi Naturalistica degli Astroni è una riserva del WWF, dove si trova il cratere più grande tra quelli presenti nella zona dei Campi Flegrei. Sul fondo del Cratere degli Astroni vi sono il Colle dell'Imperatore e il Colle della Rotondella, i quali si sono formati in seguito all'attività eruttiva. La riserva, attraversata da circa 15 km di percorsi e sentieri naturali, è sede di un centro di recupero della fauna selvatica.

 
I Campi Flegrei hanno un'enorme importanza storica, paesaggistica e territoriale, difatti, sono una delle aree più suggestive ed affascinanti del Sud Italia, per il paesaggio unico al mondo caratterizzato da un sistema vulcanico in piena attività, soggetto a fenomeni bradisismici e di erosione marina.
I Campi Flegrei, dove cultura, miti e natura si fondono, sono una terra antica e soleggiata, contraddistinta dalla presenza di numerosi crateri spenti, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive come nell’area della Solfatara o idrotermali come ad Agnano, Pozzuoli e Lucrino.

Il Lago di Averno è un lago vulcanico che occupa un antico cratere spento nato 4000 anni fa, dove secondo la religione greca e poi romana vi era l’ingresso agli inferi. Il lago, ricco di flora e fauna, è un luogo magico dove la natura si sposa con la cultura dando vita ad un meraviglioso spettacolo. Nelle vicinanze del lago sono presenti diversi luoghi di interesse come il Tempio di Apollo, la Grotta della Sibilla Cumana e la Gortta di Cocceio.

Inoltre, dalla struttura si può raggiungere la meravigliosa Nisida, un’isola molto piccola e affascinante appartenente all’arcipelago delle isole Flegree collegata alla terraferma da un lungo ponte in pietra. Le diverse leggende raccontano che questa suggestiva isola fosse il luogo dove vivevano le sirene che Ulisse incontrò lungo il suo viaggio.


L'Anfiteatro Flavio è uno dei due anfiteatri romani esistenti a Pozzuoli. Alcuni testi riportano la sua edificazione sotto Vespasiano e la sua inaugurazione probabilmente da Tito. Secondo alcuni studiosi, la presenza di muratura realizzata
con la tecnica dell'opus reticulatum, farebbe pensare ad una sua realizzazione sotto Nerone, rimossa poi con un processo di damnatio memoriae. La tecnica muraria comprende, tuttavia, anche l'utilizzo di laterizi; inoltre, il ritrovamento di un'iscrizione epigrafica che recita così "Colonia Flavia Augusta/Puteolana pecunia sua (cioè, "la Colonia Flavia Augusta costruì a sue spese") ed il fatto stesso che la tipologia dell'anfiteatro puteolano è del tutto simile a quella del Colosseo darebbero ragione ad una collocazione cronologica del monumento in età Flavia. La cavea, divisa in tre livelli di gradinate, permetteva di contenere fino a 20.000 spettatori. Nei sotterranei sono tuttora visibili parti degli ingranaggi per sollevare le gabbie che portavano sull'arena belve feroci e probabilmente altri elementi di scenografia degli spettacoli.
La linea costiera del Golfo misura ben 195 km, e va da Monte di Procida a nord-est punta Campanella a sud. Esso comprende tutto il Golfo di Pozzuoli (tra capo Miseno e capo Posillipo), il litorale napoletano e vesuviano, la Costiera sorrentina ed i litorali delle isole di Ischia, Procida e Capri.



Il golfo di Napoli è un'ampia insenatura del mar Tirreno meridionale, situata a sud della città di Napoli, compresa tra la penisola flegrea a nord-ovest e la penisola sorrentina a sud. Tra i primi dieci panorami urbani del mondo.








Macellum o Tempio di Serapide, per il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è il monumento più singolare di tutta la regione flegrea, ed uno dei più noti di tutto il mondo antico. Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono dal sottosuolo in prossimità del litorale (già utilizzate in epoca medievale a fini terapeutici, chiamate Balneum Cantarellus), esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Tre delle quattro grandi colonne di marmo cipollino che ancora fronteggiano, diritte sulle loro basi, la sala absidata al centro della parete di fondo, servivano come strumento di misurazione del fenomeno; infatti lungo il loro fusto, i fori dei litodomi (molluschi foraminiferi che vivono a pelo d'acqua, chiamati popolarmente "datteri di mare"), indicano chiaramente il livello più alto a cui è giunta in passato l'acqua del mare (m. 6,50 ca.), a testimonianza della sua massima sommersione marina avvenuta in epoca medievale (X secolo) quando il monumento risultava sepolto nelle parti basse, mentre superiormente era parzialmente sommerso dalle acque marine. A séguito della seconda crisi bradisismica e dell'intensa attività sismica del 1983, attualmente esso risulta ad una quota superiore rispetto al livello del mare

 

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